La previdenza complementare viene molto pubblicizzata come un vantaggio prevalentemente per il dipendente, che destinando il suo TFR al fondo pensione può usufruire di una considerevole agevolazione.

Voglio mettermi nei panni del datore di lavoro e provare a capire invece q u ali sono i vantaggi per l'azienda che trasferisce il TFR del dipendente a un fondo pensione?

In una visione vecchio stampo il fatto che ilFR dipendente destini il suo T complementare ad una forma di previdenza complementare non è ben visto, perché è considerato un costo, questo perché trattato di fine rapporto era utilizzato dalle aziende come forma di autofinanziamento.

Alla luce delle Novità relative ai vantaggi finanziari e contributivi riservati alle aziende i cui dipendenti destinano il proprio TFR al fondo pensione possiamo provare a cambiare idea .

Dopo questa doverosa premessa, quindi,

Quali sono i 5 buoni motivi per cui un datore dovrebbe essere felice che i suoi dipendenti destinino il loro TFR a un fondo pensione?

  1. L'azienda può dedurre il 6% del TFR annuo destinato alla previdenza complementare (o il 4% se parliamo di aziende con più di 49 dipendenti)
  2. La quota TFR destinata alla previdenza complementare non è sottoposta alla rivalutazione obbligatoria , quindi, oltre a non avere l'incombenza della rivalutazione annuale del fondo TFR (che comunque sono somme da accantonare in ogni anno in misura dell'1,5% fisso + 75 % dell'imposta ), non si applica nemmeno la  
  3. Non garanzia pagare il contributo al fondo di TFR che è pari allo 0,20 % delle retribuzioni annue lorde
  4. Possono beneficiare di una riduzione degli oneri sociali per gli assegni familiari, per la maternità e per la disoccupazione, nella misura dello 0,28%
  5. Non avrete il pensiero di dover trovare le risorse economiche nel caso uno o più dipendenti decidano di licenziarsi o vadano in pensione, a parte un primo periodo di transizione

Se vuoi esagerare c'è anche dell'altro, se vuoi conoscere ancora più nel dettaglio di questo argomento, puoi aiutarti a trasformarti in numeri il risparmio che puoi ottenere in termini di minori costi e risparmio su oneri contributivi!

Contattami! sarò felice di poterti aiutare  

 

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Il collocamento è iniziato da questa mattina, e durerà fino a domani a chiusura della borsa, ecco le caratteristiche principali:

  • Scadenza nel 2037, quindi la durata è di 16 anni
  • Lotto minimo acquistabile € 1.000
  • Cedole crescenti del:
    • 0,75% per i primi 4 anni;
    • 1,20% dal quinto all’ottavo anno;
    • 1,65% dal nono al dodicesimo anno;
    • 2% dal tredicesimo al sedicesimo anno.
  • Tassazione sugli interessi: 12,50%
  • Premio fedeltà (rendimento aggiuntivo se il titolo viene detenuto per certi periodi):

Se viene detenuto per almeno 8 anni, nel 2029 l’investitore riceverà un acconto del 40% della prima tranche del premio fedeltà pari a

  • 0,4%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto meno o pari all’1% annuo;
  • tra lo 0,4% e l’1,2%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto tra l’1% e il 3% annuo;
  • dell'1,2 %%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto del 3% o più.

Alla scadenza, l'obbligazionista che avrà detenuto il titolo, avrà diritto al saldo della prima tranche e alla corresponsione della seconda tranche pari a:

  • 0,6%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto meno o pari all'1% annuo;
  • tra lo 0,6% e l'1,8%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto tra l'1% e il 3% annuo;
  • 1,8%, se il PIL nominale tra il 2022 e il 2028 sarà cresciuto del 3% o più.

Inoltre, il nuovo BTP Futura prevede la corresponsione anche di una seconda tranche del premio fedeltà, legato all'andamento dell'economia italiana dal 2029 al 2036 pari a:

  • 1%, se il PIL nominale tra il 2029 e il 2036 sarà cresciuto meno o pari all'1% annuo;
  • tra l'1% e il 3%, se il PIL nominale tra il 2029 e il 2036 sarà cresciuto tra l'1% e il 3% annuo;
  • 3%, se il PIL nominale tra il 2029 e il 2036 sarà cresciuto del 3% o più.

Facciamo un calcolo sommario supponendo di voler investire euro 100.000 in questo titolo e calcolando al minimo l'entità del premio fedeltà.

Interessi annuali 1 ° / 4 ° anno: € 750 lordi / 656,25 netti totale € 2.625,00

Interessi annuali 5 ° / 8 ° anno: € 1.200 lordi / € 1.050 netti totale € 4.200,00

Premio fedeltà € 400 lordi / 350 netti

Interessi annuali 9 ° / 12 ° anno: € 1.650 lordi / € 1.443,75 netti Totale € 5.775,00

Interessi annuali 13 ° / 16 ° anno: € 2.000 lordi / € 1.750 netti Totale € 7.000,00

Premio fedeltà € 1.600 lordi / 1.400 netti

Ottenendo il calcolo del rendimento netto al minimo avremo 1,33% netto annuo, per un investimento a rischio molto basso.

La convenienza è sempre personale e dipende dall'orizzonte temporale dell'investitore e dalla sua situazione , in linea di massima però, se l'intenzione di chi acquista questo titolo è quella di detenerlo fino a scadenza, avendo la sicurezza di ricevere il capitale investito tra 16 anni, il rendimento, in questo momento è mediamente conveniente rispetto ai titoli a tasso fisso che vi sono sul mercato.

Disinvestendo anticipatamente, invece, si dovrebbe rinunciare a tutto o in parte al premio fedeltà, una seconda volta a quando vendiamo il titolo, e nel contesto attuale di tassi a rialzo, è molto alta la possibilità di dover vendere il titolo sotto la pari.

Una ulteriore considerazione è sulla liquidabilità del titolo, che essendo a cedole crescenti, è escluso dagli acquisti quantitativi della BCE e potrebbero essere possibili problemi di  liquidità  negli scambi sul mercato secondario.

Se vuoi avere ulteriori informazioni su questo o altri argomenti puoi contattarmi richiedendo una consulenza gratuita e senza impegno!

 

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